L’UOMO CHE HA INVENTO DI PIÙ IN QUESTO SECOLO DOPO PICASSO

Robert RauschembergCerto sembra un’affermazione forte, ma se a farla è stato un certo Jasper Jons, allora tutto assume contorni più reali.

1925. nasce Robert Rauschemberg, il padre dell’arte pop e new dada, uno dei grandi artisti del novecento. Fece parte di quella generazione di artisti, tra cui Jasper Jons, che portarono gli stati uniti all’apice del contesto artistico.

Sperimentatore formidabile, con Wharol condivise, oltre alla tecnica serigrafica, il suo essere pionere nel comprendere il significato e la valenza artistica che andavano assumendo gli oggetti nuovi o consumati, le traccie della vita urbana usa e getta.

Dotato di grande senso estetico fu lui stesso un “combine painting”, termine che identifica gran parte delle sue produzioni. Opere che erano la somma di cose diverse ma rese compatibili. elementi materici, oggetti di ogni tipo trovati in strada, nella spazzatura, persino animali imbalsamati. Materiali che lui conservava con ordine maniacale, fino a quando non decideva di inserirli in apparente disordine all’interno delle sue sculture collage.

La forma che aveva di spiegare l’arte era completamente aperta, ruppe le frontiere tradizionali di tecnica e stile. Rinnovò a livello concettuale la pittura, la grafica, le scenografie teatrali, la fotografia e la danza.

Abusò della vita, ricercando il meglio in ogni situazione, anche le più controverse.

Una personale visione lo accompagnò nella vita, quella tendenza a far andare d’accordo cose e persone, un costante invito a vedere ogni contraddizione, ogni diversità come una distanza colmabile, sempre e comunque.

Robert Rauscemberg si è spento a 82 anni il 13 maggio del 2008.

 

P.S. Rauschemberg fu molto più che una figura chiave dell’avanguardia artistica degli anni ’50 e ’60 perchè alla fine si trasformò in una icona ispirazionale, non solo per me amante dell’arte contemporanea, ma per la maggior parte degli artisti degli anni ’70.

Artista poliforme, aveva un forte legame con l’Italia: tra il 1950 e il 1960, nel periodo in cui il suo neodadaismo faceva da tramite tra l’espressionismo astratto e la Pop Art, ha lavorato ed esposto a Roma, Firenze, Venezia. E fu proprio la Biennale veneziana a consacrarlo definitivamente tra i maestri della contemporaneità assegnandogli, nel 1964, il gran premio per la pittura.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...