MACCHINE PER L’ARTE

Una questione che divide e incuriosisce artisti, critici, designer e filosofi. Può una macchina essere dotata di creatività? Può un opera realizzata senza manualità essere considerata alla stregua di un classico dipinto? Risposte a questi quesiti arrivano da una mostra molto particolare appena conclusasi a Francoforte: Art Machines – Machine Art.

La macchina rappresenta la produzione in serie, in alcuni casi la totale riproducibilità. Una completa spersonalizzazione e per alcuni la mancanza di emotività. Io non sono d’accordo, se così fosse dovremmo considerare una macchina fotografica come oggetto non in grado di produrre risultati emotivi o personali. Io penso che possa essere considerato artistico anche il procedimento con cui un concetto si tramuta in un opera d’arte. Dello stesso avviso un’altra importante corrente artistica, purtroppo non presente a Francoforte, la “Generative Art” di cui è esponente di punta un grande artista/designer newyorkese “Joshua Davis”. nel suo lavoro l’esito non è mai statico, il dipinto cambia di secondo in secondo. E’ sempre il software che crea la composizione in maniere imprevedibile, singolare, autentica e artistica.

Alla mostra, focalizzata su ricerche contemporanee, tra cui Net Art e Software Art, hanno partecipato 17 artisti tra cui Damien Hirst con i suoi “Spinning Painting”, quadri circolari ottenuti facendo colare la vernice su una superfice rotante e Michael noll, pioniere della computer art, che nel ’65 si distinse per un esperimento singolare, utilizzando un computer generò attraverso un algoritmo rundom, dei quadri che furono scambiati dai critici di allora per delle opere di Mondrian.

 

Joshua davisartista, designer e sperimentatore, pioniere del design grafico algoritmico. Le sue opere sono esposte alla Tate Modern di Londra, al Pompidou di Parigi, al MoMa di new york. “Dinamica” e “astrazione”  sono le due parole che meglio definiscono il processo che davis utilizza. Dinamica è la programmazione che può produrre una serie infinita di composizioni. Astrazione invece implica i molteplici significati nel processo. Paladino dell’open source, Joshua raccoglie e rende disponibili i codici delle sue sperimentazioni attraverso il sito “dynamic abstraction”. Davis mostra come le strategie generative possono essere usate per creare sistemi dinamici con parametri estetici, insomma vere e proprie opere d’arte.

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