COLPITO DAL CACCIATORE DI AQUILONI.

Apro la confezione. Complessa. È la mia prima volta. Titubo. 5 cd?. Uhm, – ci vorranno settimane per ascoltarli – è stato il mio primo pensiero. Con estremo scetticismo motivato dalla poca dimestichezza del mezzo mi accingo ad ascoltare il mio primo audiolibro: “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini. Play.

La profondità della voce narrante e la melodica bellezza dei versi scritti dall’autore mi proiettano immediatamente in afghanistan. Kabul appare diversa da come viene descritta nelle funeste cronache contemporanee, è una città viva dove ancora semplici libertà come far volare gli aquiloni sono permesse.

Vengo rapito dalla storia dei piccoli Amir e Hassan, separati da classe sociale ed etnia ma uniti indissolubilmente da grande amicizia e dal sangue. Finisce il primo cd. Inserisco il secondo senza velare una certa impazienza. Rieccomi a Kabul dove l’unica battaglia attesa era quella degli aquiloni. Quel giorno Amir si macchiò di una colpa terribile. Poi la guerra, vera, i Russi, i Talebani, la fuga in America, il presente.

Uno dopo l’altro i cd si succedono nel mia lettore, stupito quanto me non diffondere più musica. Stop. Finisce l’escursione, lascio l’auto. Dopo qualche giorno, altra gita. Play. Il senso di colpa tramandato di padre in figlio, l’amore, i rimpianti, la possibilità di redenzione di fronte ad un Allah dimenticato, mi scuotono. Un presente fatto di emozioni forti che ruotano attorno ad un bimbo, capace di scegliere la via della morte pur di lasciare l’Afghanistan odierno fatto di violenze supportate da una malsana interpretazione della religione. Inserisco l’ultimo cd. Colpi di scena, lacrime e forti suggestioni. Un passaggio da sensazioni auditive a visive. È proprio come un film, le immagini nella mia mente si accompagnano senza distonia a ciò che i miei occhi opportunamente guardano. Un paesaggio che muta col passare dei Km che paiono essere molto più leggeri grazie all’audiolibro di Hosseini. La storia é giunta al termine. Con occhi tristi e sognanti io e Lory comprendiamo di essere da circa 10 minuti nel garage dell’hotel, chiusi in un religioso silenzio, con la consapevolezza di aver “ascoltato” una grande storia d’amore e di amicizia attraverso uno strumento sconosciuto: l’audiolibro.

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