Apocalypse Now? No thank you.

Scenari apocalittici, difficoltà del mercato, analisti impazziti. Basta. Io appartengo alla categoria degli ottimisti. Non sono irresponsabile, prendo atto della situazione, conosco la realtà, ma credo in un futuro migliore. Affrontare le difficoltà col metro del pessimismo è la cosa più sbagliata che si possa fare. Diffondere la cultura del terrore attraverso il disfattismo dilagante del giornalismo attuale è come bucare la gomma di un auto e pensare che non si potrà più viaggare con quel mezzo.

La crisi c’è, è tangibile. Ma la storia insegna che dopo ogni caduta ci si rialza, con più esperienza di prima, con nuova dignità, senza catastrofismi, sospinti da dichiarazioni di fiducia e positività. Diversi analisti preconizzano una soluzione alla recessione nei prossimi sei mesi. Bene. L’ottimismo, in questo periodo di grandi cambiamenti esorta la voglia di mettersi in gioco, di investire su noi stessi per colmare i nostri limiti. è l’occasione per completarci, uscire dal tunnel e soprattutto uscirne migliori. Dopo duecento anni il dogma di Darwin viene in nostro soccorso: “non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. È quella più predisposta ai cambiamenti”.

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