ON_LINE vs OFF_LINE CHI ACCETTA LA SFIDA?

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Ho rilasciato un’intervista per PUBBLICITA’ ITALIA pubblicata nel numero in distribuzione in ottobre 2013, dove il tema era “IL SORPASSO DIGITALE”.  E’ stato omesso un passaggio importante del mio pensiero dove provocatoriamente “gettavo il guanto della sfida” tra ON_LINE e OFF_LINE.

Ripropongo il messaggio omesso, l’intervista integrale e rilancio la sfida:

ON LINE vs. OFF LINE.

Progetto: Lancio di un prodotto.

Budget: Un milione di euro.

Target: 30-40 anni.

Media: TV e STAMPA contro WEB

Chi accetta la sfida?

……..

Secondo il centro di ricerca Assocom il digital chiuderà l’anno con un +5,7% (per un valore complessivo di 1.415 milioni di euro), cosa che gli consentirà di scavalcare la stampa portando la sua quota di mercato al 19.9%. Che nuovo ruolo sono chiamate a giocare le web agency? Quali saranno le figure professionali determinanti per il futuro?

Definire chi si occupa di sviluppare progetti di comunicazione digitale semplicemente “web agency” è sbagliato e anacronistico. La struttura delle agenzie digitali più evolute è sempre più complessa e articolata e si arricchisce costantemente di nuove figure professionali: dal Creative Technologist, allo Strategist, dall’Advisor, al più diffuso, ma non meno importante, UX Architect. Questo le pone a un livello culturale, tecnico e creativo sempre più elevato.

Non esiste una comunicazione di serie A (TV e stampa) e una comunicazione di serie B (il web). Esiste LA COMUNICAZIONE, un’unica strategia e un’unica linea creativa che deve essere applicata, con le dovute sensibilità, a tutti i media utilizzati nel progetto.

Diverse sono ancora le aziende che separano le competenze, utilizzando agenzie tradizionali per campagne TV e Stampa e agenzie digitali per la comunicazione online, senza possibilità di relazione tra queste strutture, e quindi di una reale integrazione fra tutti i mezzi. In alcuni casi, l’agenzia offline definisce anche le linee guida della comunicazione digitale e questo, come ben sappiamo, non è la miglior via da seguire.

Vedo però un orizzonte molto diverso. Un futuro, non troppo lontano, dove le agenzie digitali strutturate per una comunicazione multicanale, definiranno strategie e creatività per tutti i media utilizzati.

Questa dichiarazione potrà far sorridere alcuni e provocherà sicuramente qualche brivido ai “guru” dell’offline, convinti che i successi del passato, possano essere ancora garanzia per un futuro tranquillo.

Nonostante il segno più, il digital è considerato un ‘motorino’ più che motore della comunicazione per via dei budget decisamente ridotti. Che riflessione si sente di fare?

E’ una questione di cultura e di abitudini. L’off-line rappresenta per molti la strada conosciuta, difficile da abbandonare, nonostante la misurabilità dei risultati sia ancora una chimera.

Ed ecco il guanto della sfida:

ON LINE vs. OFF LINE.

Progetto: Lancio di un prodotto.

Budget: Un milione di euro.

Target: 30-40 anni.

Media: TV e STAMPA contro WEB

Chi accetta la sfida?

Il video è ancora l’indiscusso protagonista del web. A cosa è dovuto questo primato? Quali altri format prenderanno piede?

Si ricorda circa il 10% di quello che si ascolta, solo il 20% di quello che si legge, oltre il 50% di ciò che si vede e si sente. L’emozione che un video è in grado di generare non ha eguali, anche nel web. Il video online si sta però evolvendo e diventa sempre più spesso interattivo. L’utente diventa parte di una storia, sceglie la trama, genera contenuti, definisce i confini e l’epilogo, anche e soprattutto da device mobili.

La misurabilità delle campagne pone le agenzie di fronte a nuove incognite. Come attrezzarsi per cogliere al meglio questa sfida?

Da anni la creatività sui media digitali non è più fine a se stessa. Ritengo sia stimolante e costruttivo per un creativo conoscere i risultati generati dal proprio pensiero. Rappresenta un buon modo per crescere, per imparare, per acquisire nuove competenze.

Viviamo inoltre nell’epoca delle “conversioni”, che si tramutano sempre più spesso in “conversazioni”, un dialogo che attraverso il media e il pensiero creativo, ha l’obbligo di accompagnare il consumatore verso il prodotto.

Con quali numeri avete chiuso il primo semestre dell’anno? Quali sono le prospettive per la fine del 2013?

In un mercato complesso come quello odierno – una “versione Beta perenne” direbbe Tim O’Really – in continua evoluzione, abbiamo trovato il nostro equilibrio instabile. Questo è il nostro undicesimo anno di vita e come tradizione vuole, cresciamo a doppia cifra ogni anno.

I primi sei mesi del 2013, hanno confermato questo trend positivo. Prevediamo di chiudere il 2013 con una crescita superiore al 20% e con una nuova e importante compagine societaria, che rafforzi la nostra capacità di creare valore e innovazione per i nostri clienti, attraverso uno sguardo diverso sul mondo.

 

Di recente quali nuovi incarichi e clienti avete acquisito?

Big Babol, Vivident, Granarolo, Istituto Marangoni, Banca Popolare di Milano, Avio, Hearst Magazine, Dallara, Maserati. Molti sono i brand e le aziende che in questo ultimo periodo hanno scelto la qualità e le competenze di vanGoGh. Daremo il massimo per soddisfare le esigenze dei nostri clienti, perché quello che vogliamo è rendere “migliore” chi ha deciso di credere in noi.

Max Galli _ CEO @ vanGoGh

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