RISPETTO PER I CREATIVI DIGITALI. Pubblicità Italia intervista Max Galli Fondatore e CEO di vanGoGh

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Max Galli

 

 

Parliamo di creatività in chiave digital: c’è qualcosa che fa fatica a uscire fuori e che andrebbe ‘liberato’?

 

Il rispetto per i creativi digital.

Questo è uno degli atteggiamenti più importanti da “liberare”. Ho sentito parlare di creativi di serie A (offline) e creativi di serie B (online). Una posizione che definisco “difensiva” e che mi ricorda la Battaglia di Alamo.

è una chimera pensare che un creativo possa affrontare indistintamente on e off line. Gli approcci sono differenti, la creatività digitale necessita di conoscenza, di competenze che non possono essere improvvisate. Gli approcci estemporanei hanno contribuito al mediocre livello del web italiano. La creatività digitale è forza, coraggio, conoscenza, esperienza, sensibilità, e nasce dalla commistione tra estetica e tecnologia.

 

 

 

Come è strutturato il reparto creativo di vanGoGh? Qual è la sua peculiarità?

 

In vanGoGh creativi e technologist sono seduti allo stesso tavolo per condividere un pensiero strategico/creativo che generi una creativitàin grado di contaminare il pensiero stesso.

Anche l’approccio tecnologico richiede creatività, e spesso fa la differenza e decreta il successo di un progetto digitale.

Quali sono le peculiarità del team? Ricerca, ironia, multiculturalità, appetito, e soprattutto contaminazione. Verificate quante sono le agenzie che hanno team di sviluppo interni e quante considerano i technologist parte integrante di un team creativo. Capirete molte cose.

 

 

 

 

Sono tante le web agency che hanno per presidenti e amministratori delegati dei direttori creativi.

Come si riesce a conciliare queste due figure apparentemente distanti?

 

La mia estrazione creativa mi ha permesso di gestire l’agenzia con differenti criteri e principi, applicati poi nella relazione con clienti, progetti e dipendenti. Un approccio differente, ne migliore ne peggiore, ma sicuramente diverso, rispetto al classico AD con formazione economico/finanziaria. Nella mia personale scala dei valori le persone sono al primo posto, in seguito arrivano i numeri. Naturalmente tutti lavoriamo per il profitto. Il risultato economico è ovviamente importante per un’azienda, un po’ come respirare, ma nella vita non possiamo solo accontentarci di respirare.

Se un’agenzia ha come unico scopo quello di generare denaro, questo sarà anche l’unica motivazione dei suoi dipendenti. Che rimarranno tali fino all’arrivo di una proposta economica migliore. In agenzia voglio persone che credano nel nostro progetto, persone con ideali e valori sintonici ai nostri.

 

 

 

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questi profilo ‘misto’?

 

Da tempo ho “abdicato” dal ruolo di direttore creativo per dedicarmi a tempo pieno alla gestione più strategica di agenzia e clienti nel ruolo di CEO. Penso che le due figure siano difficilmente conciliabili. Ogni funzione è delicata, richiede impegno, preparazione, aggiornamenti costanti, capacità di ispirare e sensibilità. Non è un compito che può essere svolto part time.

Ora mi definisco un CEO atipico, creativo e con molta esperienza in prima linea.

 

 

 

Come è cominciata l’avventura di vanGoGh?

 

Cominciò nel 2002 quando incrociai un art-ista, Giorgio Guzzi, con competenze simili alle mie, ma con un carattere molto differente. Due poli opposti che si sono attratti, uniti e contaminati per dare vita ad un progetto che appariva utopico allora ma che oggi, visti i risultati lo é sempre meno: un’agenzia multicanale con anima digitale, dove i valori hanno la priorità.

Un agenzia che genera progetti di alta qualità,creando valore, innovazione e soddisfazione per i clienti, grazie alla valorizzazione, alla crescita, alla passione e alla soddisfazione dei suoi collaboratori.

 

 

 

Come avete chiuso il 2013 e cosa si aspetta dal 2014? Quali nuovi clienti avete acquisito?

 

Con il sorriso.

Anche il 2013 come gli anni precedenti si è chiuso con una crescita a doppia cifra. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, nonostante sia stato un anno di cambiamenti e di crescita, tradotto in un nuovo assetto societario che ha rafforzato l’agenzia.

Tra i vari clienti acquisiti possiamo citare l’ultimo in ordine di tempo, Salvatore Ferragamo, con cui sta nascendo un rapporto di reciproca stima e fiducia.

 

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