JEFFREY GITOMER, IL GURU E LE REGOLE DEL BUON VENDITORE

Venerdì 26 marzo a Vicenza, incontro il guru mondiale della vendita: Jeffrey Gitomer. Venditore, scrittore di successo, coach, trainer internazionale e consulente delle più grandi aziende americane tra cui Apple, Microsoft, Coca Cola. Uno strano personaggio. La  sua divisa d’ordinanza, una camicia rossa con il suo marchio. 70 anni, tre mogli, quattro figli, l’ultimo di un anno, un numero indefinito di nipoti. Jeffrey racconta le sua vita di successo ricca di insuccessi che gli hanno insegnato a vivere e a vendere. Soprattutto a vendere.

Un guru che invita a pensare positivo con la sua filosofia “Yes Attitude”, a prendere “pause mentali” durante la giornata per riflettere, a scrivere sempre i propri pensieri. Sciorina una dopo l’altra le sue liste di regole del buon venditore che finiscono sempre con un decimale, 7,5 – 12,5 – 10,5. Un uomo di 70 anni che usa i social media per fare network e vendere. 9.276 fan su facebook, oltre 500 contatti su linkedin. Gitomer catechizza e vende. Vende i suoi libri, i suoi workshop, se stesso, gli i-phone dell’amico/cliente Steve Jobs. Nella sua filosofia, il cliente è al centro di tutto, non vuole solo soddisfarlo ma renderlo fedele a vita, stupirlo, sorprenderlo ed aiutarlo a creare valore. Ma ecco la lezione più potente, il potere della fiducia: “la fiducia in se stessi è la lezione comportamentale più efficace e potente che io posso offrirti”.

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E’ NELLA CRISI CHE SORGE L’INVENTIVA.

“Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progresso.

Albert Einstain (Ulma, 14 marzo 1879 -Princeton, 18 aprile 1955)

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. La convenienza delle persone e delle nazioni è di trovare soluzioni e vie d’uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E’ nella crisi che emerge il meglio di ciascuno, perchè senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa incrementarla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla.

NON MI FERMATE. L’AMORE NON SI FERMA MAI!

Dicembre 2009. Sono a Lugano, incontro un uomo definito dalla scienza “impossibile”, Max Calderan l’esploratore desertico estremo. Mi aspetto elucubrazioni su preparazione fisica e maratona. Aspettative disattese. Meglio così. Max racconta la sua filosofia, le sue imprese. Parole semplici, profonde, trasparenti e tranquille come il suo animo mi affascinano e mi trascinano nel suo viaggio. Max ha lasciato la vita “comune” per rincorrere il suo sogno e la sua missione: attraversare i luoghi più ostili della terra, i deserti, per arrivare al limite estremo. I suoi aneddoti, colmi di saggezza, manifestano l’interiorità e la profondità raggiunta grazie alle continue introversioni con la sua anima. Corre in territori inospitali con il rischio di perdersi. Sa che è l’unico modo per creare nuove strade. Non segue tracce predefinite, dorme micro cicli di sonno, non ha assistenza medica e “viaggia” in regime di autosufficienza alimentare. Gennaio 2010. Max insegue il suo ultimo obiettivo, attraversare, solo, i 1.400 Km. del luogo inesplorato più inospitale della terra: il deserto del Rub Al Khaly in Arabia Saudita. Una sfida estrema, oltre il limite. Un incontro con l’ignoto assoluto per trovare tutte le risposte. Forza Max non temere nessuno ti fermerà, “L’amore non si ferma mai”.

Max come vedi il deserto? All’inizio sono un ospite. Poi divento sabbia, pietra, vento. È l’unico modo per sopravvivere. Se percepisci che la morte è imminente cosa farai? Mi spoglierò completamente nudo e le andrò incontro abbracciandola così come viene. Temi la morte? Nelle mie imprese voglio morire prima di morire. Se la comandi invece di subirla, la morte ti conduce alla vita. Come affronti le difficoltà? La PAZIENZA è la cosa più importante. Qualunque cosa succeda è giusto che accada. Abbi pazienza, pace e costanza che tutto sarà positivo e le opportunità si sveleranno. L’universo ti ascolta e ti da’ quello che chiedi.

www.maxcalderan.com

LE RADICI CREANO I FRUTTI

Immaginate un albero. Supponiamo che quest’albero rappresenti l’albero della vita. Della nostra vita. Su quest’albero ci sono i frutti. Nella vita, i frutti si chiamano risultati. Così guardiamo i frutti (i risultati) e non ci piacciono: o non ce n’è a sufficienza, o sono troppo piccoli o non hanno un buon sapore.

Allora cosa tendiamo a fare? la maggior parte di noi pone ancora più attenzione e concentrazione sui frutti, i nostri risultati, senza porsi la seguente domanda: che cosa in realtà genera questo tipo di frutti? I semi o le radici?

E’ quello che si trova sottoterra che genera quello che si trova sopra. E’ quello che è invisibile che genera quello che è visibile. E, dunque , se vogliamo cambiare i frutti, per prima cosa dovremmo cambiare le radici. Se vogliamo cambiare quello che è visibile, dovremmo innanzitutto cambiare ciò che è invisibile.

Non possiamo cambiare i frutti che pendono dai rami, tuttavia possiamo cambiare i frutti di domani. Ma per farlo dobbiamo scavare sotto terra e rafforzare le radici.

IL LATO POSITIVO.

L’ideogramma cinese che significa “crisi” è composto da due caratteri: uno vuol dire “pericolo”, l’altro “opportunità”. Anche gli antichi cinesi sapevano che nelle tenebre di ogni avversità c’è un aspetto luminoso, basta avere il coraggio di cercarlo.
Qualunque cosa ti capiti nella vita, tu solo hai la facoltà di decidere come reagire. Se ti abitui a cercare in ogni situazione il lato positivo, la qualità della tua vita sarà più elevata e più ricca. Questa è una delle leggi più importanti della natura.

ideogramma Crisi-

L’ideogramma cinese che significa “crisi” è composto da due caratteri: uno vuol dire “pericolo”, l’altro “opportunità”. Anche gli antichi cinesi sapevano che nelle tenebre di ogni avversità c’è un aspetto luminoso, basta avere il coraggio di cercarlo.

Qualunque cosa ci capiti nella vita, noi solo abbiamo la facoltà di decidere come reagire. Se ci si abitui a cercare in ogni situazione il lato positivo, la qualità della nostra vita sarà più elevata e più ricca. Questa è una delle leggi più importanti della natura.

Apocalypse Now? No thank you.

Scenari apocalittici, difficoltà del mercato, analisti impazziti. Basta. Io appartengo alla categoria degli ottimisti. Non sono irresponsabile, prendo atto della situazione, conosco la realtà, ma credo in un futuro migliore. Affrontare le difficoltà col metro del pessimismo è la cosa più sbagliata che si possa fare. Diffondere la cultura del terrore attraverso il disfattismo dilagante del giornalismo attuale è come bucare la gomma di un auto e pensare che non si potrà più viaggare con quel mezzo.

La crisi c’è, è tangibile. Ma la storia insegna che dopo ogni caduta ci si rialza, con più esperienza di prima, con nuova dignità, senza catastrofismi, sospinti da dichiarazioni di fiducia e positività. Diversi analisti preconizzano una soluzione alla recessione nei prossimi sei mesi. Bene. L’ottimismo, in questo periodo di grandi cambiamenti esorta la voglia di mettersi in gioco, di investire su noi stessi per colmare i nostri limiti. è l’occasione per completarci, uscire dal tunnel e soprattutto uscirne migliori. Dopo duecento anni il dogma di Darwin viene in nostro soccorso: “non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. È quella più predisposta ai cambiamenti”.

Dobbiamo pensare che il freddo inverno sta passando e che la primavera è alle porte.

Questa la recente affermazione del premier cinese. Una chiara visione positiva del futuro, un’iniezione di fiducia che spinge a vedere oltre le difficoltà del momento. Visione che, a quanto documentano i sociologi, devono aver colto anche le prostitute che esercitano in Italia, dopo esser state travolte dal decreto Carfagna che ha introdotto il “reato di prostituzione in luogo pubblico”. Nonostante il rischio di estinzione, Le lucciole, con darwiniana forza d’animo, non hanno smesso di brillare ma hanno modificato i loro comportamenti. Ora sono vestite. Non più corpi nudi deambulanti in cerca di clienti carenti d’affetto, ma ragazze in jeans e scarpe da tennis, smarrite nella loro apparente innocenza, che hanno superato con ingegno la loro più grande depressione dal dopoguerra.