The Secret. Post Scriptum

Anni fa “la Profezia di Celestino” di james Redfield mosse in me consapevolezze sopite. Oggi “The Secret” di Rhonda Byrne, mi ha invitato a rielaborare concetti, a focalizzare sensazioni, a coltivare pensieri positivi e a raggiungere dei risultati che parevano allontanarsi dalla mia vita.

È un libro che usa dogmi antichi, nulla di nuovo, un fenomeno editoriale che si è trasformato in fenomeno commerciale, a volte banale, a volte scontato ma mi sento di consigliarlo. Non aspettatevi sia sufficiente leggerlo per migliorare la propria vita, ci vogliono motivazione, autodeterminazione, atteggiamento positivo e la consapevolezza che chiunque è in grado di accendere una piccola luce in una stanza buia.

 

The Secret. Part II

 

cover the secret

cover the secret

Ho letto “The Secret” circa 8 mesi fa, e non ho ancora esaurito le parole per descriverlo. Ne parlo spesso, con amici, clienti, semplici conoscenti e trovo sempre qualcuno che reagisce con queste parole: “ma a te ha cambiato la vita?” No, non mi ha cambiato la vita, ma ha consolidato le mie filosofie positive, il mio modo di vivere consapevole, sempre alla ricerca di sfide da affrontare con il sorriso e senza dubbi. Il libro svela il segreto, la regola dell’attrazione, quella teoria per cui se desideri intensamente raggiungere un obiettivo e vivi con la consapevolezza di potercela fare, provando quelle emozioni che vivresti una volta raggiunto il risultato, quel risultato lo ottieni. Sembra tutto così semplice, ed in effetti lo è. La complessità sta nel mantenere il pensiero positivo e la consapevolezza anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta. Ho sentito anche commenti di questo genere: “tutte stronzate”, ma poi analizzo la vita di queste persone, mi rendo conto della tristezza, del pessimismo che le accompagna e capisco tutto.

Il libro insegna a migliorare le cose aggiungendo gratitudine e pensiero positivo nella nostra vita. Perché non provarci? Cosa lo impedisce? Solo noi stessi. Noi siamo l’unico ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi.

 

IL FUTURO NELLA CONTAMINAZIONE. Mia intervista pubblicata su ADV TREND

La comunicazione è cambiata, la multicanalità è realtà da diverso tempo, internet non sorprende più in fatto di misurabilità ed efficacia. Sorprende purtroppo la diffidenza di utilizzo nei confronti di media, ritenuti ancora “new” da quelle generazioni di manager che hanno dato molto al mondo della comunicazione, ma che ora dovrebbero aprirsi con coraggio a quello che è stato correttamente definito “sesto potere” e allinearsi a una tendenza mondiale che vede purtroppo l’Italia agli ultimi posti come investimenti e diffusione. Finchè non avverrà questa iniezione di fiducia e di coraggio, continueremo a inseguire e a osservare inermi i grandi progressi dei paesi stranieri, che considerano internet come un media su cui investire grandi budget, anche dal punto di vista della produzione. Negli Stati Uniti, ma anche in numerosi Paesi europei, si producono spot esclusivamente per l’online, si progettano siti di alto valore tecnico/comunicativo grazie a budget decisamente alti per il mercato italiano. Un esempio è il nuovo sito/film di Coca Cola Zero che gli amici svedesi di “North Kingdom” stanno sviluppando”.

 

É possibile individuare dei trend in questo mercato?

È difficile individuare tendenze in un mercato in continua evoluzione. L’esigenza del mercato e la contrazione degli investimenti focalizzerà maggiormente l’attenzione sul rapporto costo/contatto, fortemente influenzato dalla qualità creativa del messaggio e dalla corretta scelta dei canali di comunicazione. Focalizzandoci sulla gestione del team possiamo affermare che vanGoGh crea tendenze. Il patrimonio più importante della nostra agenzia sono le persone. il nostro modello di cultura organizzativa si è affermato creando valore e soddisfazione per i clienti grazie alla valorizzazione e la soddisfazione dei collaboratori. Un gruppo ricco di talento, talento che va assecondato, coltivato, nutrito attraverso esperienze, formazione e condivisione. Attirare, conservare i talenti e salvaguardare il talento collettivo, sono le nostre priorità.

 

Online e offline: in che modo si concretizzerà la crescente integrazione tra queste due forme della comunicazione?

L’integrazione deve partire prima di tutto dal processo di sviluppo dell’idea. In vanGoGh facciamo spesso sedere allo stesso tavolo creativi web e creativi adv, portando, grazie ad approcci e filosofie differenti, un valore superiore al progetto, a tutto vantaggio della comunicazione. Una filosofia e un processo non facile da sostenere, per alcuni un utopia, per altri solo una dichiarazione d’intenti mai messa in pratica, per noi una vera missione.

 

Quali canali e quali linguaggi si riveleranno più efficaci?

La diffusione sempre maggiore della banda larga ci porta a sostenere l’efficacia del media internet, sottolineando però che non è sufficiente esserci, non basta pianificare grandi budget ottenere risultati. L’item fondamentale è la rilevanza del messaggio dal punto di vista creativo che non può prescindere da un’esecuzione di alto livello. Agenzie con approcci e filosofie forse un po’ superate e aziende che utilizzano internet come l’ultimo dei media su cui strutturare la comunicazione, non giovano certo allo sviluppo del settore, ma ormai il nuovo alle porte, e noi siamo pronti da tempo.

 

In un contesto sempre più integrato, dove condurranno le contaminazioni tra arte, psicologia, tecnologia e comunicazione commerciale?

Qualche nostro politico direbbe: “la ringrazio per la domanda…”. Contaminazione è una delle parole chiave della filosofia vanGoGh, i nostri collaboratori sono spinti a spaziare in tutti gli ambiti culturali dove conta la creativitˆ. Questo trend ci condurrà finalmente in un mondo nuovo, dove i confini tra la comunicazione e le altre discipline saranno più labili, dove i prodotti dovranno nascere pensando davvero al consumatore.Tutto deve essere pensato fin dalla fase embrionale per soddisfare i bisogni del target finale.

 

Che obiettivi vi ponete per questo 2008?

Vorremmo continuare a guardare il mondo con occhi diversi per scoprire nuove tendenze, vogliamo far sognare il consumatore con la complicità dei nostri clienti, offrire soluzioni innovative, intelligenti e coraggiose. Lo abbiamo visto nel 2007, che per noi è stato l’anno della svolta, che chi ha condiviso il nostro entusiasmo, chi ha avuto il coraggio di sposare le nostre idee, ha ottenuto ottimi risultati. Per questo motivo vogliamo consolidare il nostro posizionamento di innovatori ma, come scritto nel nostro dna, vogliamo spingerci oltre, abbiamo previsto grandi investimenti sulla creatività, soprattutto per quanto riguarda il web e l’integrazione tra i canali.

 

Max Galli da ADV TREND. Milano, marzo 2008.

 

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MISPRINTED TYPE V.4.

L’artista brasiliano, designer, creatore di font, Eduardo Recife, ha pubblicato la quarta released di Misprinted Type v.4. Il sito, online dal 1998, nato con l’obiettivo di distribuire font create da Eduardo, ora pubblica illustrazioni, collage, disegni e idee.

Un riferimento.

PECHINO ’08. E IL TIBET?

Delle Olimpiadi e dei risultati sportivi si parla ogni giorno. Il Tibet è sparito dalle cronache, come se si trattasse di una situazione risolta e appartenente al passato.

Nessun atleta, purtroppo,  ha avuto il coraggio di manifestare il dissenso nei confronti di un oppressione ancora in atto e semplicemente oscurata dalla grandezza dello spettacolo offerto dalla superpotenza cinese.

GUIDELINES FOR ONLINE SUCCESS.

DO read this book – DON’T let it collect dust!

Da un grande personaggio: Rob Ford, fondatore di “FAVOURITE WEBSITE AWARDS” (www.fwa.com), un libro, un manuale che spiega quali plus e quali caratteristiche debba avere un sito di qualità, per portare risultati in linea con gli obiettivi. Un libro che, attraverso esempi di siti internet internazionali, progettati da grandi designer e grandi sviluppatori, permette di analizzare ogni fase della progettazione e dello sviluppo di un sito.

Edito da taschen, sarà nelle librerie italiane dalla metà di settembre 2008.

COLPITO DAL CACCIATORE DI AQUILONI.

Apro la confezione. Complessa. È la mia prima volta. Titubo. 5 cd?. Uhm, – ci vorranno settimane per ascoltarli – è stato il mio primo pensiero. Con estremo scetticismo motivato dalla poca dimestichezza del mezzo mi accingo ad ascoltare il mio primo audiolibro: “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini. Play.

La profondità della voce narrante e la melodica bellezza dei versi scritti dall’autore mi proiettano immediatamente in afghanistan. Kabul appare diversa da come viene descritta nelle funeste cronache contemporanee, è una città viva dove ancora semplici libertà come far volare gli aquiloni sono permesse.

Vengo rapito dalla storia dei piccoli Amir e Hassan, separati da classe sociale ed etnia ma uniti indissolubilmente da grande amicizia e dal sangue. Finisce il primo cd. Inserisco il secondo senza velare una certa impazienza. Rieccomi a Kabul dove l’unica battaglia attesa era quella degli aquiloni. Quel giorno Amir si macchiò di una colpa terribile. Poi la guerra, vera, i Russi, i Talebani, la fuga in America, il presente.

Uno dopo l’altro i cd si succedono nel mia lettore, stupito quanto me non diffondere più musica. Stop. Finisce l’escursione, lascio l’auto. Dopo qualche giorno, altra gita. Play. Il senso di colpa tramandato di padre in figlio, l’amore, i rimpianti, la possibilità di redenzione di fronte ad un Allah dimenticato, mi scuotono. Un presente fatto di emozioni forti che ruotano attorno ad un bimbo, capace di scegliere la via della morte pur di lasciare l’Afghanistan odierno fatto di violenze supportate da una malsana interpretazione della religione. Inserisco l’ultimo cd. Colpi di scena, lacrime e forti suggestioni. Un passaggio da sensazioni auditive a visive. È proprio come un film, le immagini nella mia mente si accompagnano senza distonia a ciò che i miei occhi opportunamente guardano. Un paesaggio che muta col passare dei Km che paiono essere molto più leggeri grazie all’audiolibro di Hosseini. La storia é giunta al termine. Con occhi tristi e sognanti io e Lory comprendiamo di essere da circa 10 minuti nel garage dell’hotel, chiusi in un religioso silenzio, con la consapevolezza di aver “ascoltato” una grande storia d’amore e di amicizia attraverso uno strumento sconosciuto: l’audiolibro.

UN BICCHIERE D’ACQUA O IL MARE?

 

Riporto interamente una mail illuminante dell’amica Miranda Sorgente. Io l’ho trovata molto ispirante.

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”. Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo: “Queste sono le tue sofferenze.” Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e si insudiciò. Il maestro la buttò via. Prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo, e il mare rimase esattamente com’era prima.

“Vedi?”, spiegò il maestro, “ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare“.

Ogni giorno siamo così presi dalla quotidianità e dagli accadimenti del mondo che ci colmiamo, senza accorgercene, di preoccupazioni e sofferenze. Siamo come cavalli con i paraocchi lanciati al galoppo: non vediamo che una piccola porzione di mondo, quando basterebbe così poco per togliere quel paraocchi dal viso, fermarsi, alzare lo sguardo e focalizzare la mente su pensieri positivi.
Noi siamo gli artefici del nostro destino, noi abbiamo la possibilità di scegliere se essere tristi o felici! 

Allora scegli, cosa vuoi essere oggi?